Calendario Eventi

venerdì 29 agosto 2008

Prossimo appuntamento


Sabato 13 settembre 
ore 21,00 
presso il teatro A. Lazzari 
a Monterenzio,
ingesso 10 euro 

"NOTE DI VIAGGIO". 
Serata di beneficenza.  
Il ricavato netto verrà devoluto all'ANT.

Diamo il via al nuovo anno di attività

La bella stagione non è ancora finita, ma noi stiamo tornando!!
Da mercoledì 3 settembre riprenderemo le prove sempre al "Gufo". 
Inutile ricordarlo, ma chiunque avesse voglia di venire a suonare con noi, fare un'esperienza di musica d'insieme, aver voglia di conoscere altre persone che suonano il mandolino, beh, siamo qui!!


venerdì 8 agosto 2008

SITO


Stiamo progettando il nuovo sito internet dei Mandolinisti Bolognesi!!

La pubblicazione avverrà il prima possibile...

lunedì 21 luglio 2008

Dedicato a tutti i musicisti

(...) Il suono è tutto: conduce l’emozione, la bellezza, la vibrazione, l’intenzione. Senza di esso, la musica si riduce a note più o meno belle, più o meno significative, ma che non ci catturano. Il violinista sa e vive tutto questo quando si trova lui stesso nei panni dell’ascoltatore. Produrre un suono puro, vibrante, duttile dovrebbe essere quindi il compito di ogni artista, lo scopo di tutta la sua vita. (...) L’assenza di mezzi sonori è quasi sempre responsabile dell’inibizione musicale, della mancanza di immaginazione. (...) Uno strumentista “afono” la cui voce musicale sia rotta perde le sue possibilità e, a lungo termine, si adagia in un modo di suonare mediocre senza potere di evocazione e senza curiosità. (...)

Il fatto di suonare uno strumento indipendente da noi non giustifica che la nostra sonorità abiti fuori di noi. Come per un cantante, il suono del violinista proviene dall’interno. Il nostro lavoro consiste infatti nel liberare il nostro suono, quello che possediamo virtualmente, cioè la nostra voce. Non c’è nulla da cercare altrove che in noi stessi. Il violinista concentrato, disponibile, che abbia realizzato la propria unità, è egli stesso un suono potenziale.

(...)

da "Il violino interiore" di  Dominique Hoppenot

mercoledì 2 luglio 2008

La perfezione unica dello Stradivari

Il segreto è nella densità del legno

Poterlo suonare anche solo una volta è il sogno di ogni musicista. La sua qualità ineguagliata anche in epoca di tecnologie ultramoderne rende speciali le performance dei pochissimi fortunati che lo hanno stretto fra le mani. Ma cosa sia a rendere unico uno Stradivari rimane un mistero, come il fatto che come un vino pregiato, col tempo, migliora: più invecchia, più diventa eccellente. 

Un nuovo studio pubblicato sull'edizione online della rivista PLos ONE svela che la chiave sta tutta nella densità specifica del legno usato, che regala a violini, violoncelli ed altre creazioni del celebre liutaio cremonese la loro irripetibile grazia e intensità. Una qualità che nessuna delle "imitazioni" moderne, tentate a più riprese, riesce neppure ad avvicinare. 

Uno dei rischi maggiori nello studio di questi esemplari unici è la possibilità di danneggiarli. Per esaminarli da vicino senza correre pericoli, un ricercatore olandese del centro medico dell'Università di Leida (LUMC) gli ha fatto una "tac", analizzandone i risultati insieme a un noto liutaio americano e ad altri esperti. Il verdetto? E' l'omogeneità nella densità del legno a rendere gli Stradivari così superiori rispetto ai violini moderni. 

Suonare un violino del maestro cremonese non ha eguali per la ricchezza dell'espressività tonale. Al mondo di strumenti creati da Stradivari ne rimangono circa 600, ognuno di loro un prezioso tesoro da milioni di euro. Già da tempo gli studiosi sottolineavano l'importanza del legno: acero e abete, dalle caratteristiche molto particolari. Qualcuno sostiene invece che a fare la differenza sia la resina con cui gli strumenti sono stati ricoperti da Stradivari. 

Ora lo studio, nato dalla collaborazione fra il centro danese della LUMC e il liutaio americano Terry Borman, con l'uso di strumenti molto sofisticati ha confermato la centralità del materiale ligneo. Il dottor Berend Stoel ha messo a punto un programma al computer per rilevare la densità del legno in modo non invasivo, basandosi sulla collaborazione e l'esperienza di uno pneumologo, il dottor Jan Stolk. Stoel e colleghi hanno poi sottoposto a "tac" cinque violini Stradivari e sette violini contemporanei al Mount Sinai Hospital di New York, esaminandone le particolarità. 

Le differenze nella densità del legno, dicono gli studiosi, hanno un impatto preciso sull'efficacia delle vibrazioni e quindi nella produzione di quel suono così particolare. Che qualcuno, oggi, potrebbe di nuovo provare a replicare, alla luce dell'ultimo studio. 

di ALESSIA MANFREDI
da "La Repubblica.it" sezione scienza e tecnologia

mercoledì 18 giugno 2008

La magia del borgo


Chitarra e altro … 2008 (XX Edizione)Brisighella (Ra) - info 0542 26125 – 0546 81166


Concerti

20 Luglio Domenica ore 21,15 - Chiesa del Suffragio

Angelo Martelli chitarra terzina - Andrea Orsi chitarra


25 Luglio Venerdì ore 21,15 - Chiesa del Suffragio

Renata Fusco Soprano – Massimo Lonardi liuto

Maurizio Piantelli liuto basso

27 Luglio Domenica ore 21,15 - Parco delle Terme

Concerto finale - Corso di Letizia Guerra

28 Luglio Lunedì ore 21,15 - Parco delle Terme

Concerto finale - Corso di Gabriele Betti

30 Luglio Mercoledì ore 21,15 - Borgo Fregnano

Laura Marzadori violino – Angelo Martelli chitarra


31 Luglio Giovedì ore 21,15 - Chiesa di San Lorenzo in Campiume

Concerto finale - Corso di Massimo Lonardi


2 Agosto Sabato ore 21,15 - Pieve di Tho

Enea Leone chitarra

3 Agosto Domenica ore 21,15 - Parco delle Terme

Concerto finale

Corso di Marco Facchini – Beatrice Martelli violino – Betty Veroes chitarra


6 Agosto Mercoledì ore 21,15 - Borgo Fregnano

Christian El Khouri chitarra – Mauro Pinciaroli chitarra

 

8 Agosto Venerdì ore 21,15 - Parco delle Terme

John Olaf Laneri pianoforte

10 Agosto Domenica ore 21,15 - Rocca Veneziana

Concerto finale – Corso di Enea Leone

13 Agosto Mercoledì ore 21,15 Pieve di Tho

Gabriele Betti flauto – Angelo Martelli chitarra

15 Agosto Venerdì ore 21,15 - Pieve di Monte Mauro

Ensemble Hausmusik


da http://www.comune.brisighella.ra.it/index.php/articles/971

venerdì 6 giugno 2008

Una serata elettrizzante....

 Non ho l’abitudine di elargire commenti o giudizi di maniera, ma la serata voluta da Giampietro Capelli, è stata ripagata con un’accoglienza entusiasta e molto partecipata, da un pubblico,non numeroso, ma vivace e “scanzonato”. 

Mi riferisco allo scoppiettante concerto de “I mandolinisti di Bologna e di Parma” tenutosi al Teatro degli Alemanni, il 1unedì 19 maggio scorso. E’ stato un piacevole incontro con una tradizione, erroneamente, tramandata come produzione “povera”, in generale della musica occidentale, in particolare  di quella italiana. 

 

Quello che abbiamo ascoltato è un gruppo storico della nostra città.

Nato oltre sessant’anni fa ad opera dell’illustre maestro Marcello Guermandi, che ha saputo far conoscere la cultura del mandolino nell’ambito bolognese, fino alla sua scomparsa avvenuta nell’aprile del 2003. La sua eredità e dedizione è stata raccolta dalla prof.ssa Maria Cleofe Miotti, già collaboratrice del vecchio maestro e valente strumentista. Attualmente ricopre la carica di direttore artistico del gruppo.  

 

Da qualche anno si è unito allo stesso il chitarrista napoletano Gianfranco Tarsitano che esegue e canta brani del repertorio classico napoletano. 

L’organico è composto di mandolini, mandole e chitarre. 

Il mandolino, come gli strumenti a plettro, è stato il compagno fedele di struggenti melodie ed appassionate serenate e, contrariamente alle vulgate popolari, a partire da Antonio Stradivari, al quale si deve il nome “mandolino”, molti sono stati i grandi musicisti e compositori della storia europea della musica che hanno affidato a questo piccolo strumento i sentimenti di allegria e di sognante malinconia. 

I brani scelti per il concerto hanno sollecitato la partecipazione attiva, senza pudore, di molti dei presenti, tra cui la nostra “canterina” Presidente Clotilde, che da buon napoletana, ha esternato, con disinvoltura, la carica di emozioni sprigionata dalle immortali melodie di “O sole mio”, “I’ te vurria vasà” alle conturbanti note di Ketelbey ne “In un mercato persiano”, per finire al vortice romantico e di dolci armonie de “La vedova allegra”. Un applauso, ancora, a tutti gli strumentisti ed un particolare apprezzamento va alla mandolinista, di raffinata sensibilità artistica, Maria Cleofe Miotti. 

 

Franchino Falsetti 


da "Rotary Club Bologna Galvani" 

Anno 2-Numero 12-Anno Rotariano 2007/2008