Calendario Eventi

venerdì 13 aprile 2007

CONCERTO DELL'ORCHESTRA "GINO NERI"



Segnalo a tutti gli interessati un duplice appuntamento:

il 19 MAGGIO 2007 presso il teatro A. Zeppilli a Pieve di Cento (BO)

• alle 20,00 concerto dell'Orchestra degli Allievi della Scuola Gino Neri
• alle 22,00 concerto dell'Orchestra Gino Neri

venerdì 16 marzo 2007

UN'EMOZIONE MUSICALE

Suonare in un'orchestra è un'esperienza che ti insegna a crescere! 
Ti insegna a stare a contatto con gli altri, ad ascoltare e a rispettare il prossimo, ti insegna che non esistiamo solo noi ma esiste la comunità e in gruppo vengono a crearsi una forza e un'atmosfera magica. Si impara a comunicare con gli sguardi, si impara ad ascoltare le proprie emozioni e ad esprimerle.... la magia della musica!!

E' importante per noi poter entrare nelle scuole, non solo per suonare, ma per spiegare da dove nasce, come è cresciuto e cosa può ancora offrire il nostro strumento. I ragazzi che assistono alle nostre lezioni-concerto hanno così la possibilità di vivere la musica non solo attraverso un'insegnante o dei CD, ma anche attraverso persone in carne ed ossa che ne hanno fatto una vera filosofia di vita.
Mi è sembrato carino far commentare l'esperienza presso la scuola media di Ozzano (BO) alla nipote di una nostra mandolinista e alla nonna stessa, che sono state il "gancio" che ci ha permesso di farci conoscere ai ragazzi di questa scuola.


Tutto cominciò da me, Federica, nipote di una nonna mandolinista...
Una mattina a scuola, durante la lezione di musica, la professoressa ci ha espresso il suo interesse per il mandolino.
Io, allora, le ho comunicato che mia nonna fa parte dell'Orchestra dei Mandolinisti Bolognesi. Da qui è nata l'idea di invitare mia nonna per far conoscere alla mia classe questo prezioso strumento.
Dopo questo incontro la professoressa ha chiesto di poter invitare tutta l'orchestra per un piccolo concerto a scuola. La maestra Maria Cleofe, e la mia professoressa si sono messe in contatto e il giorno 9 febbraio 2007 tutta l'orchestra si è presentata a scuola per il concerto.
Mi ha molto emozionato vedere mia nonna esibirsi nella scuola che frequento. Inoltre sono rimasta contenta perchè sono riusciti a far piacere ai miei compagni uno strumento antico di grande valore.

FEDERICA (classe II media)


Come nonna e come componente dell'Orchestra dei Mandolinisti Bolognesi diretti dalla professoressa Maria Cleofe Miotti, ho provato una grande gioia e un pò di emozione nel potermi esibire con i miei compagni davanti alla classe frequentata da mia nipote.

NONNA ELENA

giovedì 8 marzo 2007

TI PIACEREBBE SUONARE IN UN'ORCHESTRA?


Nell'ambito del progetto "100 Mandolini a Bologna" patrocinato dal comune, l'orchestra a plettro dei mandolinisti bolognesi ti invita a conoscerla.

I Mandolinisti Bolognesi sono un gruppo storico della nostra città, con un organico di mandolini, mandole e chitarre.
La formazione, ancora oggi in piena attività, è in cerca di amanti di un patrimonio e di un gusto di far musica che rischiano di sparire.

A questo proposito l'orchestra dà avvio ad una 
scuola di mandolino
presso il Centro Sociale Casa del Gufo, in via Longo 12 a Bologna.

se vuoi provare a suonare con noi il mandolino 
CONTATTACI:

mandolinisti@yahoo.it

giovedì 22 febbraio 2007

Da molt'anni......

"Da molt'anni sono morti
i mandolini e le chitarre
ma questa notte
girano le serenate
tanto è antica la luna
e battono gli sportelli a gli androni
e risplendono i vetri
all'alte balconate"

LUCIO PICCOLO

(da "Plumelia, la seta, il raggio verde
Scheiwiller, 2001)

giovedì 15 febbraio 2007

Una lezione del m.o Guermandi


Sono in vacanza sulle colline del Cilento (Salerno) e, forte del consiglio datomi dal Presidente della FMI in occasione di un non lontano incontro, mi accingo a mettere nero su bianco circa un argomento che mi sta molto a cuore e che tiene occupata la mia mente da molti anni: il mandolino. Più precisamente la modalità, o le varie modalità sull'uso della penna, il plettro, per suonare questo caro strumento, che mi aiuta, oltre che dilettarmi, a vivere, e vengo al dunque.

Nel corso dei tanti anni della mia vita, ho consultato vari metodi e trattati che indicano come si deve tenere la penna fra il pollice e l'indice della mano destra e come la si deve usare per trarre melodie dal mandolino. Ne ho avuto grande beneficio e molta soddisfazione. Però, via via, mi sono accorto che, fra i tanti consigli e indicazioni, non vi è quello di cui mi preme parlare, cioè il rapporto fra la penna usata dall'alto in basso, che si indica comunemente con il segno " ^ ", o viceversa dal basso in alto con il segno " v ", e i tempi forti e deboli della melodia in corso di esecuzione, in special modo quando il movimento è in tempo Allegro, o anche in altri casi a cui farò cenno in seguito.

E spero di essere abbastanza chiaro nel dire che, in occasione della esecuzione di formazioni musicali, quartine o sestine, ecc., la penna dovrebbe essere usata dall'alto in basso sulla prima nota di ogni formazione e principalmente quando questa prima nota è in concomitanza con la prima nota della battuta.

Il salto di corda nella esecuzione delle note di una stessa quartina non si può evitare in talune composizioni, come ad esempio avviene nei concerti per mandolino di A. Vivaldi.

Debbo precisare che, a mio parere, tutte le note non soggette a tremolo vanno eseguite con la pennata dall'alto in basso.

E' immancabile che in ogni composizione musicale venga a trovarsi una frase in cui le modalità su esposte siano chiamate in causa (sempre a mio parere).

E concludo affermando che, al mio orecchio, la pennata dall'alto al basso trae dalla corda un suono diverso da quello ottenuto con la pennata dal basso all'alto; suono pieno, potente, anche delicato, se si vuole, nel primo caso; meno chiaro, meno incisivo, più debole nel secondo caso (sempre secondo mia opinione).

Orria Cilento, 4 agosto 2001

MARCELLO GUERMANDI

lunedì 12 febbraio 2007

Riflessione...


Nell’inizio di ottobre 2005 ricevetti una telefonata dalla sezione di collegamenti culturali e scientifici del ministero degli esteri israeliano in cui mi chiedevano se mi era possibile fare le valigie nel giro di tre settimane, partire da Gerusalemme ed andare in Italia per salvare gli studenti delle università di Ravenna e Bologna rimasti senza insegnante di ebraico. Tre giorni mi sarebbero bastati, ma all’amministrazione universitaria nemmeno tre mesi furono sufficienti e solo a metà febbraio venni in Italia. Potevo portare solo venti chili nel mio zaino ed esitavo su cosa aggiungere allo spazzolino da denti ed al fazzoletto (i libri erano stati inviati con la posta. Se e come arrivarono è un’altra storia). Mi chiedevo se avrei potuto approfittare del mio soggiorno in Italia per un’attività musicale, e così facendo una ricerca su “google” arrivai ad una fotografia incantevole ed a un indirizzo “I Mandolinisti Bolognesi”. Inserire un mandolino nello zaino? Inoltre i suonatori nei completi eleganti mi sembravano estremamente professionali. Cosa gli scriverò? Che giocavo col mandolino di mia mamma (fino agli anni Sessanta c’era nel mio villaggio, come in altri villaggi, un’orchestra di strumenti a pizzico in cui suonavano mia mamma, mio fratello, mio zio e mia zia)? Che non avevo mai suonato in un’orchestra e avrei voluto provare?
Persino il nome complicato della direttrice, Maria Cleofe Miotti, che conoscevo dai dischi, mi terrorizzava (dopo mi accorsi che “Cleo” bastava per la comunicazione basica, e che era molto carina). mi buttai e scrissi una lettera. Meravigliosamente (fenomeno molto raro nella mia corrispondenza con l’Italia) ricevetti una risposta. Una lettera molto amabile mi avvisò che mi aspettavano, senza audizione e senza condizioni anticipate. Dal primo momento trovai amicizia, un repertorio bello ed interessante, suonatori abbastanza bravi per godere suonare la musica, ma non troppo professionali per la buona amicizia.
Nel frattempo scoprii che avevamo un’orchestra gemellata a Parma ed un cantante napoletano fantastico: Gianfranco Tarsitano, ed insieme suonammo in tre concerti: due a Bologna (Oratorio San Filippo Neri) ed uno nella pineta di Cervia. Prima della Pentecoste ebraica cadde il primo anniversario del giorno in cui si suicidò mia mamma. Nella cerchia intima ed amichevole dei suonatori raccontai l’avvenimento e suonai la ninna-nanna che lei mi cantava prima di tornare alla mungitura notturna. Mi chiesero di farne una versione per l’orchestra. Trovai una versione per voce e pianoforte scritta nel ghetto/campo di concentramento di Terezìn (tedesco: Theresienstadt) nel 1943 dal giovane Gideon Klein (ucciso nel 1945). La sua versione servì come base per la nostra per strumenti a pizzico, e venne incorporata nel repertorio del nostro concerto natalizio (anch’esso nell’Oratorio San Filippo Neri) con la scusa che anche Maria cantava a suo figlio ninna-nanne ebraiche... L’integrazione della ninna-nanna nel programma è un’altra prova dell’amicizia dell’orchestra, per la quale sono molto grato.

Amnòn

venerdì 26 gennaio 2007

100 Mandolinisti a Bologna

Agli inizi del ‘900, in tutta Italia, è stato notevolissimo il proliferare di piccole Orchestre a Plettro ( mandolini, mandole, chitarre ecc..), come documentato anche dalla innumerevole letteratura musicale esistente.
Detto periodo è stato definito il “ periodo d’oro “ degli strumenti a plettro.
La diffusione di detti strumenti è stata realmente “popolare”, nell’accezione più completa del termine: non vi era barbiere, artigiano, professionista, ragazza di buona famiglia che non conoscesse i fondamentali tecnici dello strumento.
Bologna ha vissuto di pari passo questo fenomeno tutto italiano, affermandosi facilmente come punta di diamante qualitativa e quantitativa.
Prova ne è l’attività svolta a Bologna del più grande Maestro e Liutaio di strumenti a plettro dell’Emilia Romagna: Luigi Mozzani.
Egli a Bologna fondò e condusse una famosa Scuola Comunale di liuteria e una fiorente attività commerciale di detti strumenti ( vi attinse anche il Chitarrista A. Segovia).

Cessati gli eventi bellici degli anni 1940/45, alla ripresa della vita artistica, l’invasione della musica inglese e americana influì negativamente sull’attività dei Concerti Mandolinistici.

Se, a tutt’oggi , esiste in Bologna una valida compagine di detti strumenti, lo si deve alla appassionata e completa dedizione del fondatore della associazione I Mandolinisti Bolognesi, Marcello Guermandi, bolognese di origine.
Questi, già dipendente della Amministrazione Comunale di Bologna fino all’anno 1971, ha dedicato tutto il suo tempo libero ai suoi cari istrumenti. Ha collaborato con l’Orchestra del Teatro Comunale per circa un trentennio. 

La nostra Associazione è composta di circa 15 elementi d’ogni età, i quali contribuiscono in modo operoso alla tenuta in vita di questa tradizione. Siamo l’unico gruppo costituito e operante in Bologna e Provincia, uno dei pochissimi di tutta Italia.
Senza tema di smentita, si può ragionevolmente affermare che, senza questo gruppo, la storia delle piccole Orchestre a Plettro terminerebbe.

Attualmente la direzione artistica è svolta dalla Prof.ssa Cleofe Miotti, diplomata in Mandolino e docente presso il Conservatorio di Bari.
Grazie alla disponibiltà di queste lodevoli persone, la piccola Orchestra a Plettro bolognese continua a vivere.
Dopo aver attentamente esaminato la situazione, tutto il gruppo, all’unanimità, ha deciso di sviluppare il seguente Progetto:

Continuare la campagna di informazione sulla esistenza dell’UNICA Orchestra a Plettro, rivolta a tutte le realtà sociali, culturali, del tempo libero e comunque aggreganti, esistenti sul territorio di Bologna e Provincia.
L’iniziativa è stata già avviata e sviluppata nel corso del 2002 e abbiamo constatato l’efficacia.

Ciò al fine di ottenere:

A) L’inserimento nella nostra Orchestra di eventuali strumentisti “solitari”, particolarmente di persone che “ da giovane” suonavano tali strumenti.

B) Aggregare e organizzare corsi e lezioni di avvio rivolti a giovani o meno giovani che si avvicinano per la prima volta a tali strumenti.

A tal proposito, la nostra Orchestra spontaneamente ha svolto e continua a svolgere incontri conoscitivi presso scuole dell’obbligo e presso Centri Sociali, dando un saggio del poliedrico uso di questi strumenti.

La suddetta campagna informativa deve necessariamente essere capillare e massiccia per ottenere i risultati sperati.

Riteniamo che le Istituzioni da coinvolgere, anche come naturale bacino, siano quelle integrate nel territorio: Quartieri, Scuole pubbliche e private , Associazioni musicali, Centri sociali ecc..


IL PRESIDENTE